Pubblicato da: musikele su: gennaio 29, 2009
- è qui lo scopo più importante della formazione scout: educare. Non istruire, si badi bene, ma educare; cioè spingere il ragazzo ad apprendere da sè, di sua spontanea volontà, ciò che gli altri serve per formarsi un carattere forte.
- non serve assolutamente a niente predicare la Legge scout e proclamarla ad un gruppo di ragazzi come una serie di ordini da eseguire: ciascuna mentalità individuale richiede una spiegazione particolare dei suoi articoli tale da far sorgere l’ambizione personale ad osservarli. E’ qui che entrano in gioco le personalità del capo.
- le qualità morali ed intellettuali che agiscono nella formazione del carattere sono:
- la buona salute e la forza fisica hanno un valore incalcolabile per fare una carriera e per godere la vita.Per quanto riguarda la loro importanza nell’educazione, si può ritenere che sia maggiore di quella dell’istruzione libresca ed almeno pari a quella del carattere.
- Quello che possiamo fare è insegnare al ragazzo ad essere personalmente responsabile della sua salute e come acquistarla e conservarla. La vita all’aperto è la vera meta dello scoutismo e la chiave del successo.
- C’è oggi, come c’è sempre stato, uno spreco spaventoso di materiale umano. Ciò è dovuto soprattutto ad un’educazione sbagliata. Alla grande massa dei ragazzi non si insegna ad amare il lavoro.
- Possiamo muoverci nel senso di dare anche al ragazzo più povero un punto di partenza ed una possibilità di successo nella vita; in ogni caso possiamo dargli un’abilità manuale e un po’ di speranza.
- Gli hobbies hanno il loro valore: mediante essi il ragazzo impara a servirsi delle dita e del cervello e ad amare il lavoro.
- pioneristica: lavori pratici ed utili alla loro comodità nella stagione dei campi.
- specialità individuali: concepite come incoraggiamento per il ragazzo. Il distintivo non vuol significare che il ragazzo è un maestro… per concedere una specialità il criterio è l’intensità dello sforzo compiuto dal ragazzo per acquistare quelle nozioni o quell’abilità. Il caporeparto deve stare in guardia contro la caccia al distintivo ed accorgersi di chi è solo un <<cacciatore di distintivi>> e di chi invece lavora appassionatamente e seriamente.
- intelligenza: l’osservazione e la deduzione sono la base di tutta la conoscenza: l’osservazione è un’abitudine a cui il ragazzo deve essere educato; la deduzione è l’arte di ragionare sopra le osservazioni fatte per estrarne il significato.
- esperessione: esprimersi graficamente.. poesia e musica.. il canto e la recitazione. Sono tutte occasioni facili per insegnare ai ragazzi ad essere felici elevando al tempo stesso il livello del loro pensiero. “Giocare è la passione di fare le cose, e lavorare è doverle fare”: nello scoutismo cerchiamo di aiutare i ragazzi ad acquistare questo atteggiamento, entusiasmandoli ad attività che li interessano profondamente e personalmente. Ciò avviene nell’atmosfera divertente e allegra dello scoutismo.
- Se mi chiedessi qual è il difetto più diffuso nel mondo, risponderei: l’egoismo. L’egoismo esiste sotto mille forme. Prendete ad esempio la politica dei partiti.
- Le attività scout tendono in modo estremamente concreto a far uscire i ragazzi dal solco dell’egoismo. Una volta acquistata una disposizione d’animo caritatevole egli è sulla buona strada per superare o stradicare questa pericolosa forma mentis.
- Tra le altre attività gli presentiamo la pratica giornaliera delle B.A. (buone azioni) a fondamento delle future doti di buona volontà e disponibilità.
- l’educazione al servizio non è una questione puramente teorica, ma si sviluppa in due fasi distinte: ingenerare lo spirito di buona volontà ed assicurare mezzi che offrano la possibilità di espressione pratica di tale spirito.
- l’educazione vera al servizio del prossimo porta il ragazzo non a domandarsi: “cosa mi può dare la vita” ma a chiedersi: “cosa posso dare io nella vita”.
(da un foglietto ricevuto al Caex di Capua 2006/2007).