Appunti di Scouting

I quattro punti di B.P.

Posted on: gennaio 29, 2009

formazione del carattere

- è qui lo scopo più importante della formazione scout: educare. Non istruire, si badi bene, ma educare; cioè spingere il ragazzo ad apprendere da sè, di sua spontanea volontà, ciò che gli altri serve per formarsi un carattere forte.

- non serve assolutamente a niente predicare la Legge scout e proclamarla ad un gruppo di ragazzi come una serie di ordini da eseguire: ciascuna mentalità individuale richiede una spiegazione particolare dei suoi articoli tale da far sorgere l’ambizione personale ad osservarli. E’ qui che entrano in gioco le personalità del capo.

- le qualità morali ed intellettuali che agiscono nella formazione del carattere sono:

  • lealtà e cavalleria cioè comportamento schietto e leale: abitudine a vedere le cose dal punto di vista altrui.
  • disciplina non si ottiene con misure repressive: occorre incoraggiare il ragazzo ed educarlo anzitutto all’autodisciplina e al sacrificio di se stesso e del proprio piacere egoista per il bene degli altri; non si ottiene disciplina punendo un bambino per una cattiva abitudine, ma trovandogli un’attività migliore, che assorba la sua attenzione e pian piano lo induca a dimenticare ed abbandonare la precedente.
  • senso dell’onore il primo articolo della Legge è quello su cui si basa la disciplina e l’intera condotta futura dello scout: la fiducia deve essere la base di tutta la nostra formazione morale.
  • fiducia in se stessi via via che il ragazzo (attraverso le prove di classe) diviene consapevole di essere un individuo responsabile, degno di fede, in possesso di determinate capacità, egli acquista fiducia in se stesso.
  • gioia di vivere noi vogliamo insegnare ai ragazzi non soltanto a guadagnarsi la vita, ma a vivere, cioè a godersi la vita, nel senso più elevato della parola.
  • pietà religiosa la pietà verso Dio, l’amore per il prossimo e l’amore per se stessi in quanto servi di Dio, sono la base di ogni forma di religione. La religione non è un abito esteriore da indossare per la domenica: è una vera e propria parte del carattere del ragazzo, uno sviluppo della sua anima; è una questione di personalità, di convinzioni interiori, non di istruzione.
  • rispetto di se stesso imprimete nel ragazzo il concetto che a lui è stato dato un corpo meraviglioso, da custodire e da sviluppare come opera e tempio di Dio; un corpo che fisicamente è in grado di compiere un buon lavoro ed azioni coraggiose, se è guidato dal senso dell’onore e da uno spirito cavalleresco, in una parola da animo moralmente elevato. E’ così che si genera il rispetto per se stessi.
  • amor di patria oltre alla pietà verso Dio e verso il prossimo, la fedeltà alla propria patria è una qualità essenziale. Ciò che è essenziale è lo sviluppoi dello spirito autentico di patriottismo che deve stare alla base anche delle manifestazioni esteriori.

Salute e forza fisica

- la buona salute e la forza fisica hanno un valore incalcolabile per fare una carriera e per godere la vita.Per quanto riguarda la loro importanza nell’educazione, si può ritenere che sia maggiore di quella dell’istruzione libresca ed almeno pari a quella del carattere.

- Quello che possiamo fare è insegnare al ragazzo ad essere personalmente responsabile della sua salute e come acquistarla e conservarla. La vita all’aperto è la vera meta dello scoutismo e la chiave del successo.

Abilità manuale e pratica

- C’è oggi, come c’è sempre stato, uno spreco spaventoso di materiale umano. Ciò è dovuto soprattutto ad un’educazione sbagliata. Alla grande massa dei ragazzi non si insegna ad amare il lavoro.

- Possiamo muoverci nel senso di dare anche al ragazzo più povero un punto di partenza ed una possibilità di successo nella vita; in ogni caso possiamo dargli un’abilità manuale e un po’ di speranza.

- Gli hobbies hanno il loro valore: mediante essi il ragazzo impara a servirsi delle dita e del cervello e ad amare il lavoro.

- pioneristica: lavori pratici ed utili alla loro comodità nella stagione dei campi.

- specialità individuali: concepite come incoraggiamento per il ragazzo. Il distintivo non vuol significare che il ragazzo è un maestro… per concedere una specialità il criterio è l’intensità dello sforzo compiuto dal ragazzo per acquistare quelle nozioni o quell’abilità. Il caporeparto deve stare in guardia contro la caccia al distintivo ed accorgersi di chi è solo un <<cacciatore di distintivi>> e di chi invece  lavora appassionatamente e seriamente.

- intelligenza: l’osservazione e la deduzione sono la base di tutta la conoscenza: l’osservazione è un’abitudine a cui il ragazzo deve essere educato; la deduzione è l’arte di ragionare sopra le osservazioni fatte per estrarne il significato.

- esperessione: esprimersi graficamente.. poesia e musica.. il canto e la recitazione. Sono tutte occasioni facili per insegnare ai ragazzi ad essere felici elevando al tempo stesso il livello del loro pensiero. “Giocare è la passione di fare le cose, e lavorare è doverle fare”: nello scoutismo cerchiamo di aiutare i ragazzi ad acquistare questo atteggiamento, entusiasmandoli ad attività che li interessano profondamente e personalmente. Ciò avviene nell’atmosfera divertente e allegra dello scoutismo.

servizio al prossimo

- Se mi chiedessi qual è il difetto più diffuso nel mondo, risponderei: l’egoismo. L’egoismo esiste sotto mille forme. Prendete ad esempio la politica dei partiti.

- Le attività scout tendono in modo estremamente concreto a far uscire i ragazzi dal solco dell’egoismo. Una volta acquistata una disposizione d’animo caritatevole egli è sulla buona strada per superare o stradicare questa pericolosa forma mentis.

- Tra le altre attività gli presentiamo la pratica giornaliera delle B.A. (buone azioni) a fondamento delle future doti di buona volontà e disponibilità.

- l’educazione al servizio non è una questione puramente teorica, ma si sviluppa in due fasi distinte: ingenerare lo spirito di buona volontà ed assicurare mezzi che offrano la possibilità di espressione pratica di tale spirito.

- l’educazione vera al servizio del prossimo porta il ragazzo non a domandarsi: “cosa mi può dare la vita” ma a chiedersi: “cosa posso dare io nella vita”.

(da un foglietto ricevuto al Caex di Capua 2006/2007).

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