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	<title>Appunti di Scouting</title>
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		<title>Appunti di Scouting</title>
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		<title>Aveva in casa un arsenale illegale Lui si difende: &#8220;Ma è così grave?&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 12:02:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>musikele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/cesena/cronaca/2009/09/25/236491-aveva_casa_arsenale_illegale.shtml Il ragazzo, un 19enne impegnato in parrocchia, aveva in parte costruito con le sue mani diverso materiale sequestrato dai carabinieri tra munizioni e pistole. E&#8217; finito in carcere con le accuse di detenzione e produzione di armi clandestine Cesena, 25 settembre 2009 &#8211; La passione per la caccia e per le armi è costata [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=appuntidiscouting.wordpress.com&amp;blog=6369680&amp;post=33&amp;subd=appuntidiscouting&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p><em>Il</em><em> ragazzo, un 19enne impegnato in parrocchia, aveva in parte costruito con le sue mani diverso materiale sequestrato dai carabinieri tra munizioni e pistole. E&#8217; finito in carcere con le accuse di detenzione e produzione di armi clandestine</em></p>
<p>Cesena, 25 settembre 2009 &#8211; La passione per la caccia e per le armi è costata l&#8217;arresto a F.L., un ragazzo di 19 anni di Montiano di Cesena che in casa aveva un vero e proprio arsenale senza avere il porto d&#8217;armi (anche se aveva avviato le pratiche per ottenerlo) e senza nessuna autorizzazione.</p>
<p>Il ragazzo, diplomato perito agrario, impegnato nella parrocchia, nel gruppo scout e segretario del Circolo della Libera Caccia di Montiano, secondo gli investigatori non si rendeva conto del pericolo che aveva in casa: armi in buona parte create personalmente e artigianalmente dimostrando ingegno e conoscenze approfondite, ma anche pezzi acquistati in qualche mercatino, da rigattieri o trovati personalmente. Tanto materiale collezionato da almeno quattro anni, ritenuto molto pericoloso.</p>
<p>Per questo i carabinieri di Cesena, insieme a quelli di Gambettola, lo hanno arrestato con le pesanti accuse di detenzione e produzione di armi clandestine, detenzione di esplosivi e munizioni riferiti ad armi comuni da sparo. I militari hanno inoltre sequestrato nella sua abitazione (in numerosi armadietti chiusi a chiave e sistemati nel sottoscala) cinque scatoloni di materiale, con sette chili e 650 grammi di polvere da sparo, 3600 munizioni (anche chi ha il porto d&#8217;armi può tenere al massimo 1000 munizioni e cinque kg di polvere da sparo) prodotte artigianalmente e con una certe perizia, tre pistole calibro 6-8-10, vere e proprie parti di armi da guerra, cannucce di ricambio per modificare il calibro delle armi per poter poi sparare proiettili piu&#8217; grandi, l&#8217;attrezzatura per confezionare cartucce.</p>
<p>Dalle indagini, coordinate da Alessandro Mancini, si sta cercando di capire se il ragazzo potesse essere un punto di riferimento per il rifornimento di cartucce da parte dei cacciatori della zona. Ai militari, stupito, il ragazzo ha detto di aver fatto tutto da solo per passione, e che non sapeva che potesse essere così grave.</p>
<p>Ora F.L. è in carcere a Forlì in attesa dell&#8217;interrogatorio di garanzia.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/appuntidiscouting.wordpress.com/33/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/appuntidiscouting.wordpress.com/33/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/appuntidiscouting.wordpress.com/33/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/appuntidiscouting.wordpress.com/33/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/appuntidiscouting.wordpress.com/33/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/appuntidiscouting.wordpress.com/33/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/appuntidiscouting.wordpress.com/33/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/appuntidiscouting.wordpress.com/33/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/appuntidiscouting.wordpress.com/33/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/appuntidiscouting.wordpress.com/33/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/appuntidiscouting.wordpress.com/33/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/appuntidiscouting.wordpress.com/33/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/appuntidiscouting.wordpress.com/33/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/appuntidiscouting.wordpress.com/33/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=appuntidiscouting.wordpress.com&amp;blog=6369680&amp;post=33&amp;subd=appuntidiscouting&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Torna Campanile rock. Jovanotti: «Ragazzi suonate e siate gioiosi»</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 09:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>musikele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[http://www.toscanaoggi.it/notizia_3.php?IDNotizia=11834&#38;IDCategoria=1 Campanile rock, atto terzo. Dopo le due edizioni del 2006 e del 2008, si è rimessa in moto la macchina che porterà, nei primi mesi del 2010, alla nuova puntata del concorso che riunisce gruppi musicali giovanili che vengono dalle parrocchie, dagli oratori, dai centri giovanili, dalle associazioni. La novità di quest’anno è il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=appuntidiscouting.wordpress.com&amp;blog=6369680&amp;post=31&amp;subd=appuntidiscouting&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.toscanaoggi.it/notizia_3.php?IDNotizia=11834&amp;IDCategoria=1">http://www.toscanaoggi.it/notizia_3.php?IDNotizia=11834&amp;IDCategoria=1</a></p>
<p>Campanile rock, atto terzo. Dopo le due edizioni del 2006 e del 2008, si è rimessa in moto la macchina che porterà, nei primi mesi del 2010, alla nuova puntata del concorso che riunisce gruppi musicali giovanili che vengono dalle parrocchie, dagli oratori, dai centri giovanili, dalle associazioni.<br />
La novità di quest’anno è il coinvolgimento, tra gli organizzatori, dell’Agesci toscana: i gruppi scout saranno coinvolti nella manifestazione fin dalla fase organizzativa. Un «matrimonio» naturale tra un concorso nato per dare spazio e voce ai giovani e una realtà associativa di ispirazione cristiana che da sempre lavora con i giovani e per i giovani.</p>
<p>L’associazione degli scout si affianca così ai «soci fondatori» della manifestazione: insieme a Toscana Oggi, anche Radio Toscana (che offre spazi per far ascoltare e conoscere i vari gruppi, oltre a occuparsi della conduzione delle varie serate tramite i suoi speaker) e il consiglio regionale della Fratres. L’associazione infatti è impegnata a diffondere e promuovere la donazione di sangue e ha trovato, in Campanile Rock, un modo per far giungere il proprio messaggio ai giovani. Quest’anno poi è previsto anche un sostegno da parte di «Toscana Impegno Comune», la sigla che raccoglie numerose associazioni cattoliche allo scopo di favorire le iniziative di valore sociale.</p>
<p>Il meccanismo del concorso non cambia: sono invitati tutti i gruppi, indipendentemente dal genere musicale, e sono ammesse sia cover di canzoni famose che brani originali. La storia del concorso dimostra che dalle parrocchie e dalle realtà del mondo cattolico vengono fuori le cose più diverse, dal rock vero e proprio a generi più «tranquilli», dai brani di ispirazione religiosa alle canzoni d’amore. Ciò che unisce tutti i gruppi è la voglia di suonare e di trovare nella musica un modo di esprimersi, un’occasione per divertirsi insieme, uno strumento per crescere nell’amicizia.</p>
<p>L&#8217;intervista a Jovanotti</p>
<p>DI GIACOMO COCCHI<br />
Ragazzi divertitevi e siate gioiosi», parola di Jovanotti. Sempre sorridente, scanzonato ma estremamente serio quando si parla del ruolo educativo e sociale della musica, Lorenzo Cherubini fa un grande in bocca al lupo a tutti i partecipanti alla terza edizione di Campanile Rock.</p>
<p>Abbiamo incontrato il cantautore nella «sua» Cortona, eletta negli ultimi anni come «base» per ideare e lanciare i suoi molteplici progetti musicali. Ultimo in ordine di tempo «La parrucca di Mozart», lo spettacolo, ispirato all’omonimo libro edito da Einaudi scritto da Jovanotti, messo in scena al teatro Signorelli di Cortona il 6 settembre scorso. Ma soprattutto, eseguito da 70 bambini tra i 9 e i 16 anni, tra i quali anche Teresa Cherubini figlia undicenne del cantautore, che si sono cimentati con strumenti classici da orchestra. Lorenzo, come tutti qui chiamano Jovanotti, ha seguito passo passo, da musicista, fratello maggiore e anche babbo, tutti questi bambini e ragazzi nella preparazione dell’evento, durata dieci giorni, nei quali i piccoli musicisti hanno vissuto insieme e condiviso la creazione del concerto. «A 43 anni &#8211; spiega Jovanotti &#8211; voglio poter comunicare ai bambini un po’ della magia, dell’ebbrezza di essere musicisti, di coltivare un sogno che potrà un giorno diventare realtà. Vorrei anche far loro capire che il successo non è il fine».</p>
<p>Allora la prima domanda è d’obbligo: secondo te la musica può essere educativa?</p>
<p>«La musica è la cosa più educativa che c’è, certo che può essere educativa! Dipende anche cosa intendi dire con questa parola. Se mi chiedi se la musica possa insegnare a stare composti al banco, a vestirsi per bene o a imparare l’italiano, questo non lo so. La musica può servire a scoprire chi si è, a instaurare un rapporto profondo con se stessi, a mettersi in relazione con gli altri. In questo senso è educativa».</p>
<p>Pensi che i ragazzi di oggi abbiamo gli spazi adatti per esprimersi?</p>
<p>«Gli spazi non ci sono, i ragazzi però hanno tutte le capacità per trovarseli e lo devono fare. Chi vuole fare rock ha sempre modo per farlo, basta volerlo. Se uno è convinto può suonare anche in un angolo di strada. Quando c’è la voglia di fare una cosa come il rock’n’roll, lo spazio si trova».</p>
<p>Hai detto di aver insegnato ai ragazzi che il fine non deve essere il successo a tutti i costi.</p>
<p>«È vero, però è altrettanto vero che il successo può arrivare. Ad esempio i miei amici Negramaro suonavano in cantina e ora vendono centinaia di migliaia di dischi, erano una band underground che ce l’ha fatta ad uscire».</p>
<p>Che suggerimento daresti alle band che vogliono sfondare?</p>
<p>«Cercare di fare le cose meglio che si può, non pensare al successo ad ogni costo, ma a godersi la vita e fare qualcosa che si ama. Sfondare poi viene da sé. Se la propria mira è quella di &#8220;farcela&#8221; allora non sfonderai mai. Per prima cosa si deve fare quello che piace, &#8220;spaccare tutto&#8221;, essere felici. L’unica cosa che conta è essere contenti, gioiosi».</p>
<p>Sapevi che all’ombra del campanile, nelle parrocchie, nei gruppi scout fioriscono un sacco di rock band?</p>
<p>«E perché no? È il minimo, sono buoni centri di aggregazione e non ci vedo niente di strano. Anzi!».</p>
<p>Lanceresti un augurio a tutti i partecipanti a Campanile Rock?</p>
<p>«Divertitevi e siate gioiosi. Quando fate musica state bene insieme, trovate la giusta armonia e cercate di partire ispirandovi a qualcuno e poi vedrete che riuscirete a trovare anche il vostro linguaggio».</p>
<p>Il Regolamento<br />
Il settimanale Toscanaoggi promuove, in collaborazione con il Consiglio Regionale dei donatori di sangue Fratres, con Agesci Toscana e con Radio Toscana, la terza edizione del festival &#8220;CampanileRock&#8221;, concorso per gruppi musicali nati al’interno di parrocchie o associazioni cattoliche. Al concorso possono partecipare tutte le band non sottoposte a contratto con case discografiche. Sono ammessi tutti i generi musicali.</p>
<p>Le preselezioni per la partecipazione al concorso saranno effettuate sulla base del materiale inviato per l’iscrizione a cura di una commissione composta da musicisti, giornalisti, critici musicali e rappresentanti dell’organizzazione promotrice. Nelle selezioni saranno privilegiati i gruppi che presentano repertorio originale.</p>
<p>Per partecipare alle preselezioni è necessario inviare (per posta ordinaria o per e-mail):<br />
- Demo con almeno due brani (Cd, musicassetta, .mp3, .wma) e relativi testi dattiloscritti<br />
- Curriculum del gruppo<br />
- Lettera di presentazione firmata dal parroco o dal capo Scout di riferimento che attesta l’effetivo legame del gruppo musicale con una parrocchia, un gruppo Scout o simili<br />
- Un recapito cui inviare le comunicazioni (indirizzo, numero di telefono, e-mail)<br />
- Scheda tecnica dettagliata e disposizione sul palco<br />
- Eventuale rassegna stampa<br />
Il materiale non verrà restituito.</p>
<p>I gruppi che supereranno le preselezioni avranno la possibilità di iscriversi al concorso, pagando una quota di iscrizione di 30 euro (comprensiva di un abbonamento semestrale al settimanale Toscanaoggi). In base al numero e alla provenienza dei gruppi partecipanti, sarà deciso il calendario delle serate eliminatorie, che si svolgeranno in diverse città della Toscana tra febbraio e giugno 2010. I gruppi dovranno esibirsi dal vivo; nel corso delle varie serate eliminatorie, una giuria composta da musicisti, giornalisti, critici musicali e rappresentanti degli enti promotori sceglierà i sei gruppi che parteciperanno alla serata finale. Durante le serate sarà anche raccolto il voto del pubblico, che non avrà comunque valore ai fini del concorso.</p>
<p>Tutti i risultati delle serate saranno pubblicati con foto e breve descrizione dei gruppi sul settimanale Toscanaoggi e sul sito internet www.toscanaoggi.it. I migliori gruppi saranno invitati a intervenire nelle trasmissioni di Radio Toscana.</p>
<p>La giuria di esperti segnalerà il vincitore assoluto, la migliore canzone, il miglior testo, la migliore esecuzione live.</p>
<p>Il materiale di cui all’art. 2 del presente regolamento va inviato a partire dal 1° ottobre 2009 e non oltre il 6 gennaio 2010 all’indirizzo: CampanileRock c/o Toscanaoggi &#8211; Via dei Pucci, 2 &#8211; 50122 Firenze oppure per e-mail all’indirizzo campanilerock@toscanaoggi.it</p>
<p>La commissione organizzatrice si riserva di fissare le date e le sedi delle serate eliminatorie e della finale in base alle esigenze organizzative, dando tempestiva comunicazione ai partecipanti al concorso. Si riserva inoltre il diritto di poter utilizzare il materiale ricevuto e le registrazioni per scopi e fini inerenti lo spirito della manifestazione. La partecipazione al concorso implica l’accettazione di tutte le norme del presente regolamento.</p>
<p>Per informazioni: tel. 055/277661<br />
e-mail: campanilerock@toscanaoggi.it</p>
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		<title>Eliminato Baglioni dalla santa hit parade</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 18:15:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>musikele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://espresso.repubblica.it/dettaglio/eliminato-baglioni-dalla-santa-hit-parade/2110030/8 di Tommaso Cerno Via le chitarre, banditi gesti e autori profani. Il cardinale Cafarra mette all&#8217;indice un elenco di brani. E la Cei vara il canzoniere benedetto Prima il crocifisso che torna al centro dell&#8217;altare papale, poi il prete che può voltare le spalle ai fedeli, secondo il rito di San Pio V, e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=appuntidiscouting.wordpress.com&amp;blog=6369680&amp;post=28&amp;subd=appuntidiscouting&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/eliminato-baglioni-dalla-santa-hit-parade/2110030/8">http://espresso.repubblica.it/dettaglio/eliminato-baglioni-dalla-santa-hit-parade/2110030/8</a></p>
<p>di Tommaso Cerno<br />
Via le chitarre, banditi gesti e autori profani. Il cardinale Cafarra mette all&#8217;indice un elenco di brani. E la Cei vara il canzoniere benedetto</p>
<p>Prima il crocifisso che torna al centro dell&#8217;altare papale, poi il prete che può voltare le spalle ai fedeli, secondo il rito di San Pio V, e adesso l&#8217;Indice dei canti proibiti a messa. Il restyling della liturgia, caro a Benedetto XVI, passa al setaccio anche gli spartiti musicali. Le chitarre resteranno chiuse nelle custodie, saranno vietati i canzonieri scout e i tamburi verranno banditi dai templi. Nell&#8217;era di YouTube, la Chiesa rispolvera il canto gregoriano e lancia un nuovo anatema: niente accordi facili da gita in tenda, niente battimani, sotto le volte affrescate delle basiliche risuoneranno le polifonie degli organi rinascimentali e le partiture sacre. A Bologna, il cardinale Carlo Caffarra si è mosso in anticipo, depennando di proprio pugno i canti indigesti. &#8220;Mai più&#8221;, ha vergato al fianco di brani scout diventati ormai dei classici, come &#8216;Alleluja la nostra festa&#8217;, che si intona gesticolando, oppure &#8216;Osanna eh&#8217;, che contiene però un errore teologico e, in un verso, confonde il Padre con il Figlio. &#8220;Basta canzoni sciatte&#8221;, tuona il porporato nel libro intervista di Alessandra Borghese. Ma la controriforma musicale non si fermerà sotto la Madonna di San Luca. La Conferenza episcopale sta per trasmettere le nuove regole a tutti i parroci italiani. Si chiama &#8216;Repertorio nazionale per i canti della liturgia&#8217;, è già stato compilato, e la pubblicazione è attesa entro settembre.</p>
<p>Non la si può certo definire una hit parade sacra, ma l&#8217;effetto sarà lo stesso. Da San Gennaro a Sant&#8217;Ambrogio, spariranno i Gen Rosso e le melodie orecchiabili come &#8216;Dolce sentire&#8217;, interpretata da Claudio Baglioni, per privilegiare i testi ispirati ai salmi, dal &#8216;Kyrie eleison&#8217; di Berthier, al &#8216;Gloria&#8217; di Lécot, passando per messale romano e tradizione italiana. Nessuna censura, ripetono alla Consulta per la liturgia, semmai il problema è opposto. E cioè che quelle canzonette non avrebbero dovuto mai varcare i santi portoni: &#8220;Si vuole riprendere la prima proposta fatta nel 1979, pur consapevoli che questa selezione non è in grado di venire incontro a tutte le esigenze locali&#8221;, spiegano alla Cei. Ogni eventuale integrazione, per essere ammessa, dovrà tenere conto &#8220;della verità dei contenuti in rapporto alla fede vissuta nella chiesa&#8221; e, per gli accompagnamenti, della qualità della composizione. &#8220;È un richiamo al valore della liturgia, a messa si canta la fede, non solo parole e sentimenti&#8221;, avverte don Manlio Sodi, presidente della Pontificia accademia di teologia di Roma. Come a dire che nemmeno in Parlamento si entra senza cravatta, e che preservare il rispetto di un luogo religioso non va considerata una censura.</p>
<p>Questa è la teoria, poi c&#8217;è la pratica fatta di canzonieri e lupetti dell&#8217;Agesci, che celebrano la messa nel bosco e strimpellano davanti al fuoco. La chitarra è il simbolo di quel modo di pregare, &#8220;visto che non si può scalare una montagna con l&#8217;organo in spalla&#8221;, ripete chi ha intonato i canti religiosi e ne ha pure composti alcuni di celebri. La capo scout Lucia Spaccia è l&#8217;autrice, assieme a Laura Fiori, dell&#8217;Alleluja gestuale che sarà escluso dal repertorio. Nelle sue raccolte si trova un po&#8217; di tutto, dall&#8221;Ave Maria&#8217; fino a Beatles e De Andrè, perché negli anni c&#8217;è stata una contaminazione con i canti delle parrocchie: &#8220;Esiste una tradizione trentennale di strumenti diversi dall&#8217;organo nei canti liturgici, non va dispersa&#8221;, dice Lucia. Per il resto gli scout sono d&#8217;accordo che non tutto possa essere suonato in chiesa. Già oggi, ripetono i gruppi da Milano a Roma, si distingue fra messa dei ragazzi e cerimonia solenne. &#8220;L&#8217;organo è affascinante, ma pretende una conoscenza che può diventare un limite fuori dalle cattedrali, dove Gesù comunque ascolta&#8221;.<br />
(17 settembre 2009)</p>
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		<title>Nell&#8217;anno del Centenario, Scautismo batte Scoutismo 26 a 16</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 18:11:48 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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<p>Una delle tematiche più seguite dai filatelisti di tutto il mondo è sicuramente quella legata allo Scautismo. Quest&#8217;anno il Movimento scout ha celebrato il proprio centenario facendo le cose in grande. Tutte le amministrazioni postali del Vecchio Continente hanno difatti emesso uno o più francobolli sul tema. Anche l&#8217;Italia ha partecipato alle celebrazioni, con una serie di due francobolli ed un foglietto. Ma ancor più numerosi sono stati gli annulli speciali, che nel nostro Paese hanno toccato quota cinquanta. Sui bolli compaiono indifferentemente il termine “scautismo” e quello sicuramente più anglofilo di “scoutismo”. Ma quale di essi è quello esatto?<br />
di Nicola Burdiat</p>
<p>Fig. 1</p>
<p>Tra le emissioni più significative di questo 2007 ormai agli sgoccioli c&#8217;è sicuramente quella dedicata al Centenario dello Scautismo, inserita nel tradizionale giro &#8220;Europa&#8221; che vede coinvolte le amministrazioni postali del Vecchio Continente aderente a PostEurop.</p>
<p>Un evento, il centenario del Movimento scout, che ha coinvolto anche nel nostro Paese centinaia di migliaia di persone, tra giovani e meno giovani, e che ha avuto inevitabili ripercussioni anche sotto il profilo marcofilo.</p>
<p>Ben 50, difatti, sono stati i servizi postali temporanei attivati nel corso dell&#8217;anno appena trascorso per manifestazioni ed eventi legati al mondo degli scout. Ad aprire le danze, il 25 febbraio, l&#8217;annullo utilizzato a Mazara del Vallo su richiesta della Zona AGESCI &#8220;Lilibeo&#8221;. Nel bollo, che mostra l&#8217;inconfondibile saluto scout con le tre dita della mano destra alzate, è inserito il motto del Centenario: &#8220;Un Mondo Una Promessa&#8221;. Chiude la lunga serie, invece, il timbro utilizzato a Roma lo scorso 15 dicembre, in occasione della consueta mostra filatelica natalizia di Via Giulia, quest&#8217;anno dedicata proprio al Movimento scout.</p>
<p>Un numero elevato di annulli, dunque, che ha permesso ai richiedenti di dare sfogo alla propria fantasia nella scelta delle immagini da inserire nei bozzetti. Pochi, difatti, i bolli che raffigurano il semplice logo del Centenario (uno stuolo di colombe in volo). Pochi anche, fortunatamente, quelli che riproducono pedissequamente l&#8217;immagine dell&#8217;annullo &#8220;giorno di emissione&#8221; utilizzato il 23 aprile a Roma, Genova e Bagni di Lucca, raffigurante particolari di entrambi i francobolli emessi in tale data. Una ripetizione francamente evitabile.</p>
<p>Si tratta in generale di annulli dalla grafica piacevole, alcuni dei quali dei piccoli capolavori (grazie anche alle abili mani dei grafici di Poste, cui spetta il compito di realizzare i timbri prendendo spunto dai singoli bozzetti sottoposti dai richiedenti), ma non mancano tuttavia bolli al limite della banalità e privi di qualsiasi senso estetico. Ridicolo, ad esempio, l&#8217;annullo adoperato a Viareggio il 22 settembre, nel quale il logo dell&#8217;AGESCI appare addirittura mutilato. L&#8217;emblema, che già di per sé non ha alcun legame diretto con le celebrazioni del Centenario, è stato inspiegabilmente privato del cordone e dell&#8217;acronimo associativo, parti integranti del logo stesso.</p>
<p>Ma ciò che più salta all&#8217;occhio passando in rassegna i bolli è l&#8217;uso indifferente dei termini &#8220;scautismo&#8221; e &#8220;scoutismo&#8221;, che si alternano nelle leggende in maniera irregolare e senza alcuna logica apparente. Su 50 annulli adoperati (che in realtà sarebbero 54, considerato che in tre occasioni il servizio temporaneo è stato attivo per più di una giornata) ben 26 riportano il termine &#8220;scautismo&#8221;, a fronte di 16 casi in cui i richiedenti hanno preferito il più anglofilo &#8220;scoutismo&#8221;.</p>
<p>Vi sono, poi, 8 annulli che, pur riferendosi alle celebrazioni del Centenario o ad altre manifestazioni riconducibili al Movimento fondato cent&#8217;anni or sono da Robert Baden-Powell, non fanno menzione né dell&#8217;uno né dell&#8217;altro termine, bensì riportano espressioni più generiche come &#8220;Movimento scout&#8221;, &#8220;Incontro mondiale scout&#8221; o &#8220;Scout 100 anni&#8221;.</p>
<p>La domanda, a questo punto, sorge spontanea: quali dei due termini è quello esatto?</p>
<p>Sicuramente per la lingua italiana sarebbe più corretto e logico usare la parola scautismo, coniata per la prima volta nell&#8217;ormai lontano 1916, cioè ad appena nove anni dalla nascita del Movimento, ma anche il termine scoutismo è tollerato, e può essere usato senza timore di incorrere in errore.</p>
<p>Per dovere di cronaca, tuttavia, bisogna anche aggiungere che sia l&#8217;AGESCI che il CNGEI (le due associazioni scout italiane riconosciute a livello internazionale) nei propri atti ufficiali parlano sempre di Scautismo. Scautismo con la &#8220;a&#8221; è pure il nome della rivista interna del Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani.</p>
<p>Entrambe le associazioni costituiscono, poi, la FIS, ossia la &#8220;Federazione Italiana dello Scautismo&#8221;, che ha il compito di rappresentare ufficialmente il nostro Paese nel WOSM, l&#8217;Organizzazione mondiale del Movimento Scout. Il logo della FIS figura peraltro nella cimosa del foglietto emesso lo scorso 23 aprile, i cui singoli francobolli, così come l&#8217;unico altro francobollo italiano a tema scout emesso nel 1968, riportano la dicitura corretta &#8220;Scautismo&#8221;.</p>
<p>Tra tutti i bolli scout utilizzati nel corso del 2007 ve ne è anche uno oggetto di una correzione &#8220;in zona Cesarini&#8221;. Si tratta dell&#8217;annullo speciale utilizzato ad Ancona il 10 marzo in occasione della Mostra Filatelica Dorica. Il bozzetto originale recava, difatti, un grave errore nel nome del fondatore del Movimento, Robert Baden-Powell, inserito in un primo tempo senza il necessario trattino nel cognome composto. Nell&#8217;ambiente scout è noto che l&#8217;esatta ortografia del nome preveda il trattino (tant&#8217;è che lo stesso è sempre fedelmente inserito persino nella sigla B.-P., usata familiarmente dagli scout di tutto il mondo per riferirsi al proprio fondatore), tuttavia il particolare dev&#8217;essere sfuggito al richiedente dell&#8217;annullo. L&#8217;anomalia è stata rilevata all&#8217;ultimo momento dalla Divisione Filatelia che, dovendo realizzare un nuovo bollo, ha pensato bene di sostituire anche il termine &#8220;scoutismo&#8221; con il più corretto &#8220;scautismo&#8221;.</p>
<p>Lo stesso errore, tuttavia, sembra ripetersi in quello che dovrebbe essere il primo annullo speciale a tema scout del 2008. Il bollo, che sarà utilizzato il prossimo 19 gennaio a Cisterna di Latina su richiesta dei locali gruppi scout AGESCI, è dedicato all&#8217;inaugurazione del Parco &#8220;Lord Robert Baden Powell&#8221; (scritto dunque senza trattino). L&#8217;annullo, che con buona probabilità sarà corretto, reca tuttavia anche un altro errore: il titolo di Lord non è mai seguito dal nome di battesimo, ma sempre dal solo cognome, dunque avrebbe dovuto essere o &#8220;Parco Lord Baden-Powell di Gilwell&#8221; oppure semplicemente &#8220;Parco Robert Baden-Powell&#8221;, senza indicazione del titolo nobiliare.</p>
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		<title>L&#8217;occhio del falegname</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 18:10:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>musikele</dc:creator>
				<category><![CDATA[catechesi]]></category>
		<category><![CDATA[falegname]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[C’era una volta,tanto tempo fa, in un piccolo villaggio, la bottega di un falegname. Un giorno, durante l’assenza del padrone, tutti i suoi arnesi da lavoro tennero un gran consiglio. La seduta fu lunga e animata, talvolta anche veemente. Si trattava di escludere dalla onorata comunità degli utensili un certo numero di membri. Uno prese [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=appuntidiscouting.wordpress.com&amp;blog=6369680&amp;post=22&amp;subd=appuntidiscouting&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’era una volta,tanto tempo fa, in un piccolo villaggio, la bottega di un falegname. Un giorno, durante l’assenza del padrone, tutti i suoi arnesi da lavoro tennero un gran consiglio.</p>
<p>La seduta fu lunga e animata, talvolta anche veemente. Si trattava di escludere dalla onorata comunità degli utensili un certo numero di membri.</p>
<p>Uno prese la parola:&lt;&lt; Dobbiamo espellere nostra sorella Sega, perché morde e fa scricchiolare i denti. Ha il carattere più mordace della terra&gt;&gt;.</p>
<p>Un altro intervenne:&lt;&lt; Non possiamo tenere fra noi nostra sorella Pialla: ha un carattere tagliente e pignolo, da spelacchiare tutto quello che tocca&gt;&gt;</p>
<p>&lt;&lt; Frate Martello &#8211;  protestò un altro – ha un caratteraccio pesante e violento. Lo definirei un picchiatore: E’ urtante il suo modo di ribattere continuamente e dà sui nervi a tutti. Escludiamolo!&gt;&gt;.</p>
<p>&lt;&lt; E i Chiodi? Si può vivere con gente così pungente? Che se ne vadano! E anche Lima e Raspa. A vivere con loro è un attrito continuo. E cacciamo anche Cartavetro, la cui unica ragione d’essere sembra quella di graffiare il prossimo!&gt;&gt;.</p>
<p>Così discutevano, sempre più animosamente, gli attrezzi del falegname. Parlavano tutti insieme. Il martello voleva espellere la lima e la pialla, questi volevano a loro volta l’espulsione di chiodi e martello, e così via. Alla fine della seduta tutti avevano espulso tutti.</p>
<p>La riunione fu bruscamente interrotta dall’arrivo del falegname. Tutti gli utensili tacquero quando lo videro avvicinarsi al bancone del lavoro. L’uomo prese un asse e la segò con la Sega mordace, Lo piallò con la Pialla che spela tutto quello che tocca. Sorella ascia che ferisce crudelmente, sorella, sorella raspa dalla lingua scabra, sorella Cartavetro che raschia e graffia, entrarono in azione subito dopo.</p>
<p>Il falegname prese poi i fratelli Chiodi dal carattere pungente e il Martello che picchia e batte.</p>
<p>Si servì di tutti i suoi attrezzi di brutto carattere per fabbricare una culla. Una bellissima culla per accogliere un bambino che stava per nascere.</p>
<p>Per accogliere la Vita….</p>
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		<title>Riparliamo di impresa</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 13:42:50 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[E/G]]></category>
		<category><![CDATA[cogestione]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[reparto]]></category>
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		<category><![CDATA[verifica]]></category>

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		<description><![CDATA[uno strumento metodologico che riassume in sè gli aspetti più qualificanti della proposta E/G. Quando penso all&#8217;impresa, riaffiora il ricordo di quando, capo reparto alle prime armi, dedicavo molto tempo alla progettazione di contorte attività di reparto, strutturate su un arco di tempo sufficientemente lungo, allo scopo di realizzare in concreto gli obiettivi del progetto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=appuntidiscouting.wordpress.com&amp;blog=6369680&amp;post=20&amp;subd=appuntidiscouting&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>uno strumento metodologico che riassume in sè gli aspetti più qualificanti della proposta E/G.</p>
<p>Quando penso all&#8217;impresa, riaffiora il ricordo di quando, capo reparto alle prime armi, dedicavo molto tempo alla progettazione di contorte attività di reparto, strutturate su un arco di tempo sufficientemente lungo, allo scopo di realizzare in concreto gli obiettivi del progetto educativo. A queste lunghe attività a tema, dettagliate nei minimi particolari, davamo il nome di imprese (impresa di catechesi, impresa sul sociale, &#8230;). Normalmente l&#8217;attività aveva inizio con la produzione di una gran quantità di cartelloni, preparati durante lunghe riunioni di staff, che venivano presentati al reparto. I ragazzi apparivano affascinati e sembravano disponibili. Ma immancabilmente, in genere dopo circa tre mesi, il progetto naufragava, costringendo i capi a mettere i ragazzi di fronte alle loro responsabilità: &#8220;l&#8217;attività era bella, ma voi non mi siete impegnati (sic)&#8221;.</p>
<p>Dopo circa un anno, ad un comprensibile senso di frustrazione è subentrata la consapevolezza di una lapalissiana verità: ai ragazzi del mio bel progetto educativo non gliene importava niente; a loro interessava divertirsi. A partire da questa semplice constatazione sono stato costretto a rimettere in discussione il mio modo di fare il capo e a orientare la mia unità verso l&#8217;impresa permanente, ideata e gestita dagli stessi ragazzi.</p>
<h3><span id="more-20"></span>Perchè l&#8217;impresa?</h3>
<p>L&#8217;impresa, intesa sia come modalità di lavoro specifica, sia come stile di vita del reparto, rappresenta una risposta educativa originale ad una realtà giovanile dominata dalla quotidianità e dall&#8217;assenza di dimensione progettuale. Quante volte, conversando tra capi, ci diciamo che i ragazzi di oggi sono diversi da come eravamo noi, che sono più disimpegnati, che fanno troppe cose, che&#8230; in effetti oggi i ragazzi sembrano non comprendere più l&#8217;idea di una scelta fondamentale su cui misurare i loro comportamenti; preferiscono piuttosto appartenere a più realtà, anche contraddittorie, senza però impegnarsi mai totalmente in una di queste, perchè se ciò avvenisse si precluderebbero la possibilità di cambiare, di tirarsi indietro. I ragazzi vivono quindi una realtà frammentata, una molteplicità di appartenenze, una dimensione di vita basata sulla progettualità a breve e brevissimo termine; ciò non è da ritenersi a priori negativo: probabilmente si tratta di un necessario adattamento ad una realtà esterna oggettivamente complessa e di difficile interpretazione.</p>
<p>Da qui però una sfida educativa di grande portata: educare al progetto, inteso come capacità di costruire la propria vita in base a scelte di valori precise, capacità di costruire insieme ad altri con creatività, entusiasmo, concretezza uniti a forti idealità.</p>
<h3>Nodi cruciali</h3>
<p>Affinchè l&#8217;impresa sia davvero un progetto con la P maiuscola occorre fare chiarezza su alcuni aspetti irrinunciabili senza i quali il tutto si ridurrebbe nella migliore delle ipotesi ad una attività di animazione ben riuscita.</p>
<p>Schematicamente:</p>
<ol>
<li>in tutte le fasi dell&#8217;impresa, dall&#8217;ideazione alla festa, i protagonisti sono i ragazzi, in relazione alla loro progressione personale (altrimenti non è un progetto);</li>
<li>se nel reparto non c&#8217;è cogestione, non ci potrà essere impresa correttamente intesa;</li>
<li>l&#8217;impresa non si fa &#8220;una tantum&#8221;, ma è l&#8217;asse portante delle attività; deve diventare permanente;</li>
<li>non è un&#8217;attività di massa, perchè il singolo deve occupare un ruolo indispensabile; è un&#8217;esperienza educativa non solo in relazione a quello che si fa, ma soprattutto a come lo si fa.</li>
</ol>
<p>E i capi che ci stanno a fare? Paradossalmente i capi pigri partono avvantaggiati (?!) perchè la prima cosa che non devono fare è occuparsi di cose di cui possono tranquillamente occuparsi i ragazzi. Ai capi, tuttavia, spetta il difficile compito di realizzare la sintesi tra impresa, progetto educativo e progressione personale. Questa operazione non comporta forzature, ma richiede semplicemente sensibilità educativa (e non è poco); la progressione personale si realizza nelle imprese con l&#8217;assunzione di compiti in linea con le mete di ciascuno; il progetto educativo si realizza nell&#8217;impresa in termini di attenzione quotidiana al modo di lavorare, al &#8220;taglio&#8221; da dare alla verifica. Da qui discende l&#8217;importanza della verifica intesa come mezzo per radicare nella vita di ognuno l&#8217;esperienza vissuta dal reparto, che altrimenti si perderebe nella molteplicità di cui sopra.</p>
<p>È come se osservassimo uno stesso oggetto con occhiali a lenti di vari colori: ogni colore ci presenta l&#8217;oggetto in modo diverso, evidenziando maggiormente certi particolari. La verifica è la stessa cosa: aiutiamo i ragazzi a leggere i significati di un&#8217;esperienza mettendo ad ognuno di loro gli occhiali del giusto colore.</p>
<h3>Uno stile</h3>
<p>Concluderei sottolineando ancora tre aspetti:</p>
<ol>
<li>esiste progressione personale anche nell&#8217;impresa. L&#8217;impresa permanente si realizza giorno per giorno, imparando a vivere con lo stile dell&#8217;impresa tutte le attività, impostando un cammino in base alle forze di reparto e cercando di attivare progressivamente tutti gli strumenti di cogestione. Questo perchè in età E/G l&#8217;insuccesso, un&#8217;impresa non finita, non paga;</li>
<li>L&#8217;impresa diventa permanente se diviene il modo normale di lavorare: bisogna fare molte imprese, di reparto, di squadriglia, per gruppi di lavoro, per centri di interesse, etc. senza soluzioni di continuità tra l&#8217;una e l&#8217;altra;</li>
<li>L&#8217;impresa è un&#8217;esperienza reale e coinvolgente di vita: a noi sta il compito di far si che ogni ragazzo impari a vivere la propria vita come un&#8217;esperienza di impresa.</li>
</ol>
<p>Proviamo a raccogliere la sfida; certamente i ragazzi faranno il resto.</p>
<p><em>Alberto Pierbattisti &#8211; pattuglia nazionale E/G</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/appuntidiscouting.wordpress.com/20/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/appuntidiscouting.wordpress.com/20/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/appuntidiscouting.wordpress.com/20/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/appuntidiscouting.wordpress.com/20/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/appuntidiscouting.wordpress.com/20/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/appuntidiscouting.wordpress.com/20/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/appuntidiscouting.wordpress.com/20/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/appuntidiscouting.wordpress.com/20/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/appuntidiscouting.wordpress.com/20/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/appuntidiscouting.wordpress.com/20/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/appuntidiscouting.wordpress.com/20/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/appuntidiscouting.wordpress.com/20/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/appuntidiscouting.wordpress.com/20/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/appuntidiscouting.wordpress.com/20/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=appuntidiscouting.wordpress.com&amp;blog=6369680&amp;post=20&amp;subd=appuntidiscouting&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il capo che ci sa fare non spinge: guida</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 16:03:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>musikele</dc:creator>
				<category><![CDATA[E/G]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio capi]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio d'impresa]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio della legge]]></category>
		<category><![CDATA[impresa]]></category>
		<category><![CDATA[reparto]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità]]></category>
		<category><![CDATA[ruolo del capo]]></category>
		<category><![CDATA[sentiero]]></category>
		<category><![CDATA[squadriglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Fare l&#8217;educatore non significa accentrare la gestione pratico-organizzativa bensì proprio l&#8217;opposto: significa guidare il ragazzo affidandogli spazi reali di responsabilità (e quindi permettendogli di giocare come protagonista) in tutti i momenti della vita di Reparto, usando a tal fine i mezzi e le strutture indicati dalla metodologia delle Branche Esploratori/Guide. E&#8217; uno dei concetti più [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=appuntidiscouting.wordpress.com&amp;blog=6369680&amp;post=15&amp;subd=appuntidiscouting&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Fare l&#8217;educatore non significa accentrare la gestione pratico-organizzativa bensì proprio l&#8217;opposto: significa guidare il ragazzo affidandogli spazi reali di responsabilità (e quindi permettendogli di giocare come protagonista) in tutti i momenti della vita di Reparto, usando a tal fine i mezzi e le strutture indicati dalla metodologia delle Branche Esploratori/Guide.</h4>
<p>E&#8217; uno dei concetti più ricchi espressi da Baden-Powell, ed è il senso completo dell&#8217;educatore scout: &#8220;non spinge, guida&#8221;.</p>
<p>Abbiamo un metodo che ci consente proprio di guidare, lasciando spazio libero ai ragazzi per poter esprimere tutto il loro protagonismo nella comunità. Se questo è vero per tutte le Branche, il Reparto è il momento decisivo in cui i ragazzi, entrando nell&#8217;adolescenza, vengono invitati a prendere in mano la loro storia, le loro cose, i loro progetti con strumenti affascinanti e divertenti.</p>
<p>Il Reparto è tutto qui: nell&#8217;affidare alla responsabilità di quei 25-30 ragazzi i momenti per organizzare, gestire, vivere una realtà fatta di avventura, di incontro, di comunità.</p>
<p><span id="more-15"></span>Il Consiglio Capi, il Consiglio di Impresa, il Consiglio di Squadriglia, così come le Competenze e le Specialità gli incarichi e i posti d&#8217;azione, sono tutti passaggi in cui il Capo affida man mano ai ragazzi, ad ogni singolo ragazzo, il suo ruolo di protagonista nella comunità. E il capo si tira indietro mentre il ragazzo cresce nella responsabilità di ciò che la squadriglia e il ragazzo realizzano.</p>
<p>Non occupiamo il loro spazio! I capi non devono organizzare, lanciare, fare, insegnare: i capi devono creare occasioni in cui i ragazzi della Competenza organizzino, in cui i grandi insegnino ai piccoli, in cui i capi squadriglia lancino la propria squadriglia.</p>
<p>Nel consiglio capi c&#8217;è l&#8217;occasione di fare dei capi squadriglia i veri animatori del reparto: tastare il polso, comprendere i problemi,  capire cosa serve, immaginare il futuro. E io capo mi tiro indietro e affido loro l&#8217;animazione dell&#8217;Unità.</p>
<p>Nel consiglio d&#8217;impresa le capacità di chi è competente servono a realizzare in concreto l&#8217;idea di tutti: ruoli, incarichi, progetti, risposta alle esigenze. E io capo affido loro la conduzione tecnica dell&#8217;impresa.</p>
<p>Nella squadriglia, idee, decisioni, incarichi, trapasso delle nozioni sono affidati al meccanismo del piccolo gruppo, nel quale io capo ho fiducia attraverso il capo squadriglia ed il vice: e la specialità di squadriglia è il  loro banco di prova.</p>
<p>Nel sentiero personale, si entra a condividere le difficoltà e i punti di forza su cui fondare da subito azioni, presenze, cose da fare dentro e fuori il reparto che portino a vivere con consapevolezza la propria vita quotiana: protagonisti del proprio tempo!</p>
<p>Nell&#8217;impresa, lo slancio di cose belle, grandi di un impegno anche difficile in cui buttare il meglio di se stessi &#8211; e in una comunità che ha bisogno di tutti perchè dà vero spazio a tutti &#8211; è molla a impadronirsi di quel che il  gruppo fa.</p>
<p>Nel consiglio della legge, si individuano tutti i punti deboli, che un domani vedranno più impegno ed energie per essere superati &#8211; sia a livello di comunità che personale.</p>
<p>Questo è il sentiero del reparto in mano ai ragazzi: sì, in mano al magazziniere che ha un patrimonio da curare; in mano al cuciniere che gestisce la cambusa al campo; in mano al brevetto da pioniere, che sa organizzare i trasporti e i materiali per l&#8217;uscita; in mano alla caposquadriglia che sa essere Maestro di Specialità del piccolono del reparto parallelo; in mano al maestro dei giochi che inventa e cura le cerimonie del reparto; o degli infermieri di cui posso fidarmi come di un medico!</p>
<p>Per avere dei ragazzi che affrontano la realtà da protagonisti, noi educatori abbiamo il compito di guidare, ed affidare loro &#8220;tutto il reparto possibile&#8221;, lasciando sempre più spazi e responsabilità, e ovviamente graduando e dando la possibilità di imparare.</p>
<p>Se lasciamo più spazio ai ragazzi, abbiamo meno problemi (perchè saranno più pronti alle Uscite di Squadriglia, combineranno meno guai, avranno il coraggio e l&#8217;orgoglio di essere scout..); non solo:  faremo meno gli organizzatori e molto più gli educatori (anche se non si vedranno attività eclatanti); e poi potremo fare un servizio più efficace e più duraturo. Perchè il reparto rischia di bruciare i capi-organizzatori, ma appassiona terribilmente i capi-ragazzi, quelli che guidano.</p>
<p><em>Giggi Mastrobuono</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/appuntidiscouting.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/appuntidiscouting.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/appuntidiscouting.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/appuntidiscouting.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/appuntidiscouting.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/appuntidiscouting.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/appuntidiscouting.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/appuntidiscouting.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/appuntidiscouting.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/appuntidiscouting.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/appuntidiscouting.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/appuntidiscouting.wordpress.com/15/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/appuntidiscouting.wordpress.com/15/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/appuntidiscouting.wordpress.com/15/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=appuntidiscouting.wordpress.com&amp;blog=6369680&amp;post=15&amp;subd=appuntidiscouting&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>vicino al fuoco</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 15:19:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>musikele</dc:creator>
				<category><![CDATA[catechesi]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[coesione]]></category>
		<category><![CDATA[essere chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[gesù]]></category>
		<category><![CDATA[solitudine]]></category>
		<category><![CDATA[unità]]></category>

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		<description><![CDATA[Un giorno un tale si avvicinò a Gesù e gli disse: «Maestro, tutti noi sappiamo che tu vieni da Dio e insegni la via della verità. Ma devo proprio dirti che i tuoi seguaci,quelli che chiami i tuoi apostoli o la tua comunità, non mi piacciono per niente. Ho notato che non si distinguono molto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=appuntidiscouting.wordpress.com&amp;blog=6369680&amp;post=12&amp;subd=appuntidiscouting&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno un tale si avvicinò a Gesù e gli disse: «Maestro, tutti noi sappiamo che tu  vieni da Dio e insegni la via della verità. Ma devo proprio dirti che i tuoi seguaci,quelli che chiami i tuoi apostoli o la tua comunità, non mi piacciono per niente.</p>
<p>Ho notato che non si distinguono molto dagli altri uomini. Ultimamente ho fatto una solenne litigata con uno di essi. E poi, lo sanno tutti che i tuoi discepoli non vanno sempre d&#8217;amore e d&#8217;accordo.</p>
<p>Ne conosco uno che fa certi traffici poco puliti&#8230; Voglio perciò farti una domanda molto franca: é possibile  essere dei tuoi senza avere niente a che fare con i cosiddetti apostoli?</p>
<p>Vorrei seguirti ed essere cristiano (se mi passi la parola), ma senza la comunità, senza la Chiesa,senza tutti questi apostoli!».</p>
<p><span id="more-12"></span>Gesù lo guardò con dolcezza e attenzione.</p>
<p>«Ascolta», gli disse «ti racconterò una storia: c&#8217;erano una volta alcuni uomini che si erano seduti a chiacchierare insieme. Quando la notte li coprì con il suo nero manto, fecero una bella catasta di legna e accesero il fuoco.</p>
<p>Se ne stavano seduti ben stretti, mentre il fuoco li scaldava e il bagliore della fiamma illuminava i loro volti. Ma uno di loro, ad un certo punto, non volle più rimanere con gli altri e se ne andò per conto suo, tutto solo. Si prese un tizzone ardente dal falò e andò a sedersi lontano dagli altri. Il suo pezzo di legno in principio brillava e scaldava. Ma non ci volle molto a illanguidire e spegnersi.</p>
<p>L&#8217;uomo che sedeva da solo fu inghiottito dall&#8217; oscurità e dal gelo della notte. Ci pensò un momento poi si alzò, prese il suo pezzo di legno e lo riportò nella catasta dei suoi compagni. Il pezzo di legno si riaccese immediatamente e divampò di fuoco nuovo. L&#8217;uomo si sedette nuovamente nel cerchio degli altri. Si scaldò e il bagliore della fiamma illuminava il suo volto».</p>
<p>Sorridendo, Gesù aggiunse: «Chi mi appartiene sta vicino al fuoco, insieme ai miei amici. Perché io sono venuto a portare il fuoco sulla terra e ciò che desidero di più é vederlo divampare».</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/appuntidiscouting.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/appuntidiscouting.wordpress.com/12/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/appuntidiscouting.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/appuntidiscouting.wordpress.com/12/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/appuntidiscouting.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/appuntidiscouting.wordpress.com/12/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/appuntidiscouting.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/appuntidiscouting.wordpress.com/12/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/appuntidiscouting.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/appuntidiscouting.wordpress.com/12/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/appuntidiscouting.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/appuntidiscouting.wordpress.com/12/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/appuntidiscouting.wordpress.com/12/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/appuntidiscouting.wordpress.com/12/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=appuntidiscouting.wordpress.com&amp;blog=6369680&amp;post=12&amp;subd=appuntidiscouting&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Staff di unità</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 13:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>musikele</dc:creator>
				<category><![CDATA[essere capo]]></category>
		<category><![CDATA[r/s]]></category>
		<category><![CDATA[rover]]></category>
		<category><![CDATA[scolte]]></category>
		<category><![CDATA[servizio]]></category>
		<category><![CDATA[staff]]></category>
		<category><![CDATA[unità]]></category>

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		<description><![CDATA[I &#8220;sacri testi&#8221; associativi lo definiscono come il luogo dove ciascuno contribuisce alla proposta educativa secondo la propria sensibilità, esperienza e conoscenza metodologica (art. 38 Regolamento metodologico interbranca CG2006). tuttavia lo staff è qualcosa di più di una semplice riunione operativa. Lo staff è luogo di formazione, in cui si realizza il trapasso di nozioni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=appuntidiscouting.wordpress.com&amp;blog=6369680&amp;post=9&amp;subd=appuntidiscouting&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I &#8220;sacri testi&#8221; associativi lo definiscono come il luogo dove <em>ciascuno contribuisce alla proposta educativa secondo la propria sensibilità, esperienza e conoscenza metodologica </em>(art. 38 Regolamento metodologico interbranca CG2006). tuttavia lo staff è qualcosa di più di una semplice riunione operativa.</p>
<p>Lo staff è</p>
<ul>
<li><strong>luogo di formazione</strong>, in cui si realizza il trapasso di nozioni di natura metodologica</li>
<li><strong>un luogo di programmazione</strong> dove i capi, alla luce del progetto educativo di gruppo, propongono il percorso educativo della propria unità e lo concretizzano, assieme agli altri membri dello staff, con una serie di attività ed esperienze.</li>
<li><strong>un luogo di convivialità</strong></li>
</ul>
<p>Un&#8217;ultima considerazione riguarda i <strong>rover </strong>e le <strong>scolte. </strong>Essi &#8220;giocano&#8221; un ruolo particolare in quanto il loro servizio è si<em> svolto per gli altri, </em>e dunque contribuisce al cambiamento della realtà, ma è anzitutto un mezzo di autoformazione e per questo richiede verifiche ed attenzioni specifiche (art. 12 regolamento metodologico di branca R/S). Da ciò derivano almeno due considerazioni: anzitutto occorre che i capi sappiano attribuire agli R/S compiti graduali e progressivi dal punto di vista dell&#8217;impegno e della responsabilità, <em>calibrati</em> dunque al cammino percorso; poi occorre una stretta collaborazione tra i capi unità e i capi clan, che si realizza all&#8217;interno della comunità capi, per qualificare il servizio R/S e per poterlo verificare.</p>
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		<title>Co.Ca. (ossia: comunità capi)</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 12:52:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>musikele</dc:creator>
				<category><![CDATA[essere capo]]></category>
		<category><![CDATA[coca]]></category>
		<category><![CDATA[come]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[cosa]]></category>
		<category><![CDATA[perchè]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[un educatore che lavora da solo, per quanto bravo, non può evitare il rischio di personalizzare le idee e i progetti sui ragazzi a partire dalla sua esperienza personale, limitando quindi il loro futuro ai propri parametri: per questo il confronto in Comunità è indispensabile. Questo è il compito della Co.Ca., ma per funzionare deve [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=appuntidiscouting.wordpress.com&amp;blog=6369680&amp;post=6&amp;subd=appuntidiscouting&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>un educatore che lavora da solo, per quanto bravo, non può evitare il rischio di personalizzare le idee e i progetti sui ragazzi a partire dalla sua esperienza personale, limitando quindi il loro futuro ai propri parametri: per questo il confronto in Comunità è indispensabile. Questo è il compito della Co.Ca., ma per funzionare deve essere fatto serio, bene: occorre appunto che si realizzino i due aspetti, utile e responsabile.</p>
<p><span id="more-6"></span></p>
<h3>storia</h3>
<p>Nasce nel 1969 ma vede il suo lancio definitivo nel 1974 con la fusione di Agi e Asci. Nasce con il compito di:</p>
<ol>
<li>aiutare il capo a sostenere un processo educativo complesso</li>
<li>dare continuità progettuale alla proposta di scoutismo in un certo luogo.</li>
</ol>
<p>Nasce come risposta dell&#8217;AGESCI a precise sollecitazioni pedagodiche e al contempo per dare maggiore incisività politica alla propria proposta educativa.</p>
<p>Dai regolamenti, vedere l&#8217;articolo 21 dello Statuto aggiornato al consiglio generale 2006.</p>
<h3>La coca è una comunità?</h3>
<p>Senza dubbio, in quanto è formata da persone che hanno in comune una Promessa, una Legge, un Patto, che vivono in uno stesso territorio, che condividono un medesimo progetto educativo. <strong>Persone però che non si sono scelte, ma che sono comunità proprio perchè in quel momento storico ed in quel territorio hanno deciso di fare educazione secondo il metodo scout.</strong></p>
<p>La comunità capi:</p>
<ul>
<li>è una comunità di cristiani</li>
<li>è una comunità di uomini e donne</li>
<li>è una comunità che aspira ad essere stabile</li>
<li>è una comunità educante</li>
<li>è una comunità autoeducante</li>
</ul>
<p><strong>E&#8217;, infine, una comunità di gente che spera, che crede nel futuro, che si impegna a lasciare il mondo un po&#8217; migliore di come l&#8217;ha trovato. </strong></p>
<p>L&#8217;impressione è che non sempre siano chiari i compiti della Co.Ca.,  sia il perchè deve fare certe cose (la ricerca del significato, l&#8217;intenzionalità e la consapevolezza, il protagonismo), sia quali sono le sue funzioni indispensabili. Cerchiamo, allora, di esemplificare:</p>
<p>i <strong>perchè </strong>degli elementi basilari della vita di Co.Ca.:</p>
<ul>
<li>progetto educativo</li>
<li>corresponsabilità educativa</li>
<li>formazione permanente</li>
</ul>
<p>Il <strong>cosa</strong> fare nella vita di Co.Ca.</p>
<ul>
<li>programma annuale di Co.Ca.</li>
<li>progetto educativo</li>
<li>progetto del capo</li>
<li>programmi di unità</li>
<li>rapporto coi genitori</li>
</ul>
<p>Ed infine <strong>come</strong> della vita di Co.Ca.</p>
<ul>
<li>conflitti</li>
<li>capogruppo</li>
<li>tipo di comunità</li>
<li>formazione catechistica</li>
</ul>
<h4>L&#8217;associazione ha investito molto sulla Co.Ca.</h4>
<p><em>con investimenti educativi </em></p>
<ul>
<li>è qui e in nessuna altra parte che si fa il progetto di educazione, si pensa, si decide, si fa, si verifica</li>
<li>c&#8217;è da condividere la responsabilità assunta verso i ragazzi</li>
<li>si realizza l&#8217;impegno concreto a fare educazione, a sperimentare e verificare, a capire</li>
</ul>
<p><em>con investimenti formativi</em></p>
<ul>
<li>l&#8217;associazione dichiara la Co.Ca. l&#8217;organismo che deve far regia tra le varie opportunità di formazione, vincolanti o facoltative, che l&#8217;associazione propone, per legarle al cammino di ogni Capo e alla formazione di un Capo che risponda a un profilo unitario</li>
<li>la Co.Ca. è essa stessa luogo di formazione, di formazione permanente che parte dalle esperienze; che si aggancia al momento di progetto e poi a quello della decisione e infine a quello della verifica. Anche tra adulti si impara facendo. Questo è il luogo in cui il fare ci sollecita alla competenza continua</li>
</ul>
<p><em>con investimenti partecipativi</em></p>
<ul>
<li>è il primo luogo di democrazia associativa, spesso l&#8217;unico luogo in cui sperimentare alcuni processi da trasmettere poi nell&#8217;educazione: il confronto, il dissenso, la mediazione, la scelta, la responsabilità, la ricerca di errori, le correzioni comuni, la nuova capacità di scelte, sempre e completamente in un clima di impegno e di partecipazione attiva.</li>
<li>E&#8217; stata attribuita molta autonomia riguardante scelte di compartecipazione a eventi, a iniziative, a idee..</li>
<li>E&#8217; punto e nodo privilegiato per una rete di referenze e collaborazioni sul territorio.</li>
</ul>
<p>Per la vita associativa <strong>la co.ca. è importante</strong></p>
<ul>
<li>perchè è un organismo vicino alla realtà educativa che mantiene tutte le caratteristiche di elaborazione, progettazione, scelta, attuazione, verifica. <em>La co.ca. non facilita forse la realizzazione, i ritmi di lavoro, ma crea un ambito di condivisione che può assorbire crisi, risolvere con la mobilità e la disponibilità i cambiamenti delle condizioni, fa sentire parte di un gruppo, non soli.<br />
</em></li>
<li>Perchè ci aiuta reciprocamente a imparare cose nuove, unisce nuove sensibilità e vecchi strumenti.</li>
</ul>
<p>Questi elementi chiariscono e definiscono l&#8217;utilità della Co.Ca.; rimane il compito &#8211; la responsabilità &#8211; di ognuno di metterli in pratica e di rendersi protagonista della applicazione e dell&#8217;uso di tutti gli strumenti della Co.Ca. La comunità capi vive e funziona con l&#8217;interesse di tutti, se ogni capo si scommette, se si ha chiaro l&#8217;interesse dei ragazzi, se non si teme il confronto, se le gelosie interpersonali non ci fregano rischiando di rendere inutile tanto del tempo che impieghiamo. La Co.ca. è un buon strumento,  e come per tutti gli strumenti, occorre sapere a cosa serve, come si usa, e soprattutto volerlo usare bene.</p>
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